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Inizia un nuovo anno pastorale

La comunità si è riunita nella chiesa di S. Agata per l’Eucaristia domenica 1 ottobre per dare inizio ufficiale al nuovo anno pastorale. La bella presenza delle famiglie dei bambini dell’iniziazione cristiana e il mandato agli operatori pastorali hanno caratterizzato questa giornata di festa.

Una celebrazione che profuma di comunità ha aperto l’anno pastorale della nostra Unità: non solo per la chiesa piena che non si vedeva da un po’, ma soprattutto per lo stile e il clima con cui le nostre comunità si sono radunate per l’Eucaristia. Don Irvano, nell’omelia, ha utilizzato la metafora del coro cogliendo l’interesse dei molti bambini presenti per la schola cantorum dell’UP. L’insieme di voci diverse ha bisogno di trovare coesione grazie a qualcuno che le dirige. La comunità, nella sua ricchezza e diversità, ha bisogno di qualcuno che la aiuti a camminare: i consigli pastorale e degli affari economici, i catechisti, chi si occupa della carità, della liturgia, chi visita gli ammalati… Tutti gli operatori pastorali esprimono i diversi volti di una comunità che è concorde solo se si lascia guidare dal Signore.

Gesù è il figlio obbediente – ha proseguito don Irvano commentando la parabola dei due figli chiamati a lavorare nella vigna – e per questo pienamente affidabile per guidarci nella storia. Per questo Gesù se la prende con i farisei, che si ritengono così bravi da essere incapaci di riconoscere la novità del Signore.

Per la nostra comunità il Vangelo odierno suscita quindi almeno due interrogativi: quanto siamo convinti della fede in Gesù e quali atteggiamenti coltiviamo nei confronti degli altri, soprattutto verso quelli che saremmo tentati di etichettare come lontani. L’invito di don Irvano è stato quello di continuare a sentirci famiglia che, anche con qualche fatica, continua a rimettere al centro Gesù coltivando uno sguardo di simpatia per tutti coloro che vivono intorno a noi.

La professione di fede ha visto protagonisti tutti gli operatori pastorali che, sostenuti dalla fede di tutta la comunità, hanno ricevuto il mandato.

Al termine dell’Eucaristia bambini e ragazzi hanno potuto vivere un momento di gioco e di festa in oratorio, mentre ai loro genitori è stato offerto un piccolo momento di riflessione che apre l’anno catechistico. Prendendo spunto da alcune opere artistiche della chiesa di S. Agata: la Visione di san Pietro (Pietro Martire Neri, prima metà del ‘600) per ricordarci l’importanza di riconoscere il Signore lì dove lui è all’opera (e non dove vorremmo noi) e la bellezza di una fede libera e appassionata; la Predicazione di san Luca ai pagani (Angelo Massarotti, seconda metà del ‘600) per essere capaci di mostrare con la nostra vita la bellezza di ciò in cui crediamo e dalle Storie del martirio di S. Agata (Giulio Campi, 1537) l’importanza del riferimento ecclesiale nel nostro cammino di fede.